percorso professionale

Claudio Abbado, Guido Levi, Daniele Abbado durante l’allestimento di Flauto magico

Guido Levi (Leopoldville, Zaire, 2 ottobre 1952 – Roma, 18 dicembre 2019) è stato uno dei più importanti lighting designer del teatro italiano e internazionale di prosa e lirica. 

Dall’Africa al mondo

Nato a Leopoldville, Congo, il 2 ottobre del 1952, figlio di Elisabeth Vanhaverbeke e dell’ingegnere Michele Levi, trasferitosi in Africa dopo la fine della seconda Guerra Mondiale e dopo aver contribuito alla liberazione tra le fila dei partigiani. Guido Levi è stato attratto dall’uso espressivo della luce grazie alla Terra dov’è cresciuto. Giovanissimo accosta il teatro come tecnico elettricista e factotum, lavora a Nuova scena di Dario Fo e con lui nei primi anni ’70 debutta come tecnico delle luci nella prosa. È di quel periodo l’incontro con Salvatore Cafiero suo primo grande maestro, che lo inizia al mestiere dell’illuminotecnica. Diventano anche grandi amici. In seguito è a fianco di Mario Missiroli al Teatro Stabile di Torino tra il 1974 e il 1980: per lui realizza il progetto luci degli spettacoli Zio Vania di Cechov, Verso Damasco di Strindberg, I giganti della montagna di Pirandello, La duchessa di Amalfi di Webster, La trilogia della villeggiatura di Goldoni e Musik di Wedekind.

Gli esordi

Contemporaneamente conosce Pierluigi Pier’Alli e con lui realizza in teatro Giorni felici di Beckett e La Signorina Giulia di Strindberg, l’opera Elisir d’amore di Donizzetti (Teatro La Fenice, Venezia 1982-1983), Trittico di Schoenberg (Teatro alla Scala 1983-1984), La parabole di Britten (Teatro La Fenice, Venezia 1985-1986), La caduta di casa Usher di Debussy (Teatro alla Scala 1986), Der ring der Nibellungen di Wagner (Teatro Comunale di Bologna 1987-1992), Simon Boccanegra di Verdi (Teatro La Fenice, Venezia 1991).
È di questi anni anche l’incontro con Giancarlo Cobelli con il quale allestisce nel 1985 Sogno di una scimmia con scene di Maurizio Balò, nel 1990 Un patriota per me di Osborne, nella stagione 1993-1994 I lombardi alla prima crociata di Verdi (Teatro Comunale di Bologna).
Molto importante la collaborazione con Werner Herzog per il quale nel 1988-1989 realizza le luci di Giovanna D’Arco (Teatro Comunale di Bologna) e del Tannhauser di Wagner (Teatro della Maestranza di Siviglia).
Un filo che con il regista tedesco non si spezza mai, tanto è che nell’ottobre 2008 allestiranno Parsifal di Richard Wagner, con la direzione di Lorin Maazel al Palau de les Artes di Valencia. Così come è stata significativa la collaborazione con il regista Yannis Kokkos: per lui ha realizzato le luci di Boris Godunov di Musorgskij (Teatro Comunale di Bologna, 1989), La damnation de Faust di Berlioz (Teatro Châtelet di Parigi, 1991) Tristan und Isolde di Wagner (Welsh National Opera Cardiff e Convent Garden di Londra, 1993), Tosca di Puccini (Choregie d’Orange, 1994) Norma di Bellini (Opéra Bastille di Parigi, 1996), Zelmira di Rossini (Rossini Opera Festival) e per l’inaugurazione della stagione 2000-2001 Der Fliegende Hollånder di Wagner (Teatro Comunale di Bologna).
Con Jonathan Miller allestisce La Bohème di Puccini (Teatro Comunale di Firenze, 1995) Idomeneo di Mozart (Maggio Musicale Fiorentino, 1996), Ariadne auf Naxos di R. Strauss (Maggio Musicale Fiorentino, 1997).

Il sodalizio con Luca Ronconi

Inizia nella metà degli anni Novanta Un lungo sodalizio con Luca Ronconi con il quale lavora, tra i vari spettacoli, a Sturm und drang di Klinger e Fierrabras di Schubert entrambi per il Maggio Musicale Fiorentino del 1995, e in seguito L’Orfeo di Monteverdi per l’inaugurazione del Teatro Goldoni di Firenze. Sempre per il Maggio Musicale Fiorentino cura le luci per Lohengrin di Wagner e L’incoronazione di Poppea di Monteverdi. Per il Rossini Opera Festival di Pesaro, sempre con la regia di Luca Ronconi, collabora alle produzioni di La Cenerentola (1998), Il viaggio a Reims (1999) e al Teatro Comunale di Firenze lavora con Ronconi al Lohengrin (1999).
Inizia il nuovo secolo ancora con Luca Ronconi con La donna del lago (2001) al Palafestival di Pesaro per il Rossini Opera Festival, ed è al fianco di Ronconi nel 2003 quando realizza le luci per Capriccio al Teatro lirico di Cagliari.
Con il maestro lavora anche ad alcuni spettacoli di prosa: nel 2003 Peccato che fosse puttana al Teatro Farnese di Parma (bene Unesco). lo stesso anno illumina Diario privato al Teatro Argentina di Roma sempre con la regia di Luca Ronconi, interpreti Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer. Nel 2006 progetta le luci di quattro spettacoli allestiti in contemporanea per Progetto Domani alle Olimpiadi di Torino: Lo specchio del diavolo e Trolio e Cressida al Lumiq Studios, Silenzio dei comunisti al Limone Fonderie teatri di Moncalieri, Atti di guerra: una trilogia al Teatro Astra.

Il periodo con Claudio Abbado. E Daniele Abbado alla regia

Diverse le produzioni con la direzione musicale del maestro Claudio Abbado e con la regia di Daniele Abbado tra gli anni Novanta e la prima metà del Duemila. Resta memorabile Die Zauberflöte (Il Flauto magico) nel 2005 al Teatro Valli di Reggio Emilia, con la regia di Daniele Abbado e la direzione d’orchestra del maestro Claudio Abbado, con riprese al Teatro dell’Opera di Baden Baden e nell’ambito del festival estivo di Edimburgo. Ancora con la regia di Daniele, Levi ha firmato le luci di numerosi spettacoli di prosa e lirica, tra i quali: Norma al Sferisterio di Macerata nel festival del 2001; Il processo opera contemporanea di Alberto Colla liberamente tratto da Der Prozess di Franz Kafka, opera vincitrice del Concorso Internazionale indetto per il Centenario Verdiano, messo in scena in prima assoluta nel 2002 al Teatro Valli, Reggio Emilia Teatro alla Scala – Piccolo Teatro Strehler, Milano; Wozzeck nel 2003 all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – Auditorium Parco della Musica.
Il prigioniero-Volo di notte per il Maggio Musicale Fiorentino 2004 al Teatro Comunale di Firenze; Elisabetta regina d’Inghilterra per il Rossini Opera festival del 2005; Miracolo a Milano di Giorgio Battistelli, liberamente tratto da Totò il buono di Cesare Zavattini e da Miracolo a Milano di Vittorio De Sica. Prima Assoluta Commissione per il 150º dell’inaugurazione del Teatro Valli di Reggio Emilia nel 2007, ripreso nel 2008 Accademia Nazionale di Santa Cecilia – Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi, Roma. È del 2008 anche la messa in scena dell’Ermione sempre al Rossini Opera festival. Nel 2010 al Teatro Petruzzelli di Bari Guido Levi crea le luci per La Cenerentola, sempre con la regia di Daniele Abbado; nel 2011 per l’allestimento di Oberon al Théatre du Capitole Toulouse firma il progetto luci lavorando a una messa in scena che prevede ampio uso di video proiezioni realizzate da Luca Scarzella.

Il team Vincent Boussard Christian Lacroix Vincent Lemaire

Nel 2010 inizia un percorso lungo dieci anni che vede Guido Levi lavorare sovente a fianco di un giovane regista francese, Vincent Boussard già affermato all’estero, un giovane scenografo belga, Vincent Lemaire, e il grande stilista Christian Lacroix, magnifico realizzatore di costumi per il teatro. Con questa squadra Guido Levi affronterà opere e libretti poco rappresentati nei teatri lirici, allestimenti inconsueti, letture inedite di opere classiche proposte dalla mente esploratrice e la grande conoscenza musicale di Boussard.
Sono molti gli spettacoli che portano in tutto il mondo: da Agrippina allo Staatsoper Unter den Linden, Hamlet all’Opéra de Marseille, a Capuleti e i Montecchi al Bayerische Staatsoper di Monaco e al San Francisco Opera; da La finta giardiniera, Aix-en-Provence Festival, La FavoriteThéâtre du Capitole, Toulouse, a Traviata al New National Theatre Tokyo e Manon al Lithuanian National Opera e al San Francisco Opera nel 2017, ripreso al Korea National Opera di Seoul nel 2018. Una collaborazione che annovera molto più di questo ed è durata fino alla scomparsa di Guido Levi.

Gli anni Duemila: altri lavori

Molti gli altri i lavori negli anni Duemila con diversi registi, direttori d’orchestra coreografi e scenografi che animano il panorama teatrale italiano ed estero: Maurizio Balò, Mariano Bauduin, Roberto De Simone, Fura des Baus, Giuseppe Frigeni, Klaus Gruber, Lorenzo Mariani, Franco Ripa di Meana, Pierluigi Pier’Alli, Emilio Sagi, Peter Stein, Hanselm Kiffer, il coreografo Shen Wei. Tra i direttori d’orchestra: Claudio Abbado, Zubin Metha, Daniel Barenboim, René Jacobs, Lorin Maazel, Riccardo Muti e Antonio Pappano. Per approfondire: qui un elenco, sebbene incompleto.

Il teatro come impegno civile e sociale

Guido Levi ha realizzato luci per la danza, la musica, la lirica, la prosa, sia per messe in scena classiche sia d’avanguardia, è stato da sempre attratto dalle sperimentazioni non fine a se stesse, non immaginate per la critica ma per il pubblico. Convinto che l’impegno politico passa anche dal teatro e in generale dallo spettacolo, che esiste solo se “vissuto insieme e non smette di parlare alle persone e per le persone” portando messaggi di riflessione (“il teatro rispecchia sempre quello che c’è là fuori”) e attento sostenitore di giovani talenti, si è generosamente speso in tal senso a partire dalla sua collaborazione con il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, fondato dal compositore Hans Werner Henze.
Del Cantiere Guido Levi è stato anche direttore tecnico in quegli anni ed è lì che, con Giorgio Battistelli (con il quale aveva già lavorato all’Accademia Filarmonica Romana con Ascolto di Rembrandt) ha condiviso l’esperienza Experimentum Mundi, opera di musica immaginistica per un attore, cinque voci naturali di donne, sedici artigiani e un percussionista, Libretto di Giorgio Battistelli dall’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers di Denis Diderot e Jean Le Rond D’Alembert.
Al settembre 1998 risale, invece, la sua partecipazione a un evento mondiale: l’allestimento della Turandot nella Città Proibita di Pechino con la direzione di Zubin Mehta e la regia di Zhang Yimou. Con Metha e Daniel Barenboim illumina un concerto per la pace in Israele nella west bank: univa giovani musicisti israeliani e palestinesi.

Negli anni Duemila tra le diverse attività teatrali con risvolto sociale spiccano due progetti in Italia: nel 2012 progetta le luci per il Museo delle Utopie per la regia di Giuseppe Sollazzo, al Napoli Teatro Festival Italia, spettacolo realizzato nella cavità della Grotta di Seiano, un tunnel di epoca romana che collega il golfo di Napoli con quello di Pozzuoli. Con Sollazzo e i costumi di Lili Kendaka, al Napoli Festival 2014 allestisce le luci per l’opera distopica Il giorno in cui ci siamo incontrati e non ci siamo riconosciuti Ancora a Napoli, città molto amata da Guido Levi, si impegna in diverse produzioni con The Beggars’ Theatre – Teatro dei mendicanti, diretto da Mariano Bauduin, che nasce nel quartiere ex operaio di San Giovanni a Teduccio sottratto alla criminalità organizzata, per offrire ai giovani un’alternativa artistica alla strada.

Sotto altre luci

Per il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Roma, ha illuminato la mostra La Festa di Roma all’interno di Palazzo Venezia. Le innovazioni nell’illuminazione apportate su tele a olio del XVI°-XVII° secolo ha attirato l’attenzione della Soprintendenza alle Belle Arti di Roma che ha commissionato una nuova illuminazione dei quadri del Caravaggio nella Cappella Cerasi, all’interno della Chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma.
Ha inoltre illuminato una mostra internazionale di Enrico Tenaglia, con i suoi elementi scenografici e gli ambienti architettonicamente preziosi del castello di L’Aquila, occasione in cui Guido Levi espresse a pieno la filosofia e il linguaggio potenziali dell’allora nascente professionalità dell’Art Lighting Design. Con lo stesso spirito da sperimentatore nel 1989 collaborò alle luci dello storico concerto dei Pink Floyd a Venezia.

Teatri e festival musicali

Ha lavorato nei principali teatri e festival musicali d’Italia: La Fenice, La Scala, Comunale di Bologna, Comunale di Firenze, Maggio Musicale Fiorentino, Lirico di Cagliari, Rossini Opera Festival, Goldoni di Firenze, San Carlo di Napoli, Massimo/Teatro di Verdura di Palermo, Petruzzelli di Bari, Opera di Roma, Festival Chigiano della musica a Siena, Teatro di Reggio Emilia, Accademia di santa Cecilia.
E nei principali Teatri e festival musicali d’Europa e del mondo: Châtelet di Parigi, Welsh National Opera Cardiff e Convent Gardendi Londra, Choregie d’Orange, Opéra Bastille di Parigi, Festival di Edimburgo, Opera di Tolouse, Opera di Monaco, Opera di Valencia, Opera di Berlino, Opera di Amburgo, Wiener Staatsoper, Operà di Strasburgo, La Monnaie di Bruxelles, Teatro Real di Madrid, Opera di Baden Baden, Opéra di Garnier Parigi, Teatro de la Maestranza di Siviglia, Opera di Los Angeles, Opera di San Francisco, Opera di Tokyo, Opera di San Paolo.

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